Archivi categoria: Wild

Oasi Crava Morozzo, un paradiso naturale grazie al lavoro dell’uomo

Crava100bisLa Riserva naturale Oasi Crava Morozzo è una porzione di paradiso faunistico a portata di mano (e di portafoglio), nella quale immergersi in ogni momento dell’anno (nelle due gallery a fondo articolo: la prima raccoglie foto scattate in autunno, la seconda in inverno; potete notare quanto in inverno i colori del piumaggio siano più forti) per scoprire e conoscere da vicino quello che a molti (soprattutto bambini, ma non solo) potrà sembrare un miraggio da Paesi esotici. I 300 ettari della Riserva sono divisi tra i comuni di Rocca de’ Baldi frazione Crava, Morozzo e (piccolissima porzione) Mondovì. Siamo in Provincia di Cuneo, a un’ora e un quarto di auto da Torino, a un’ora e mezza da Genova, dieci minuti dall’uscita Continua la lettura di Oasi Crava Morozzo, un paradiso naturale grazie al lavoro dell’uomo

Parco Alpi Marittime: sulle tracce del lupo, per scoprire colori e vitalità dell’inverno

Ormea, uno dei due lupi ospiti del Centro faunistico a Casermette di Entracque, nel Parco delle Alpi Marittime
Ormea, uno dei due lupi ospiti del Centro faunistico a Casermette di Entracque, nel Parco delle Alpi Marittime

La natura in montagna dà spettacolo anche in inverno. E non soltanto per chi pratica lo sci. Facciamo due passi nel Parco delle Alpi Marittime e vediamo quante opportunità ci sono per trascorrere qualche giorno, anche molti, immersi nella natura selvaggia. Spesso, erroneamente, si considera quasi morta la natura alpina invernale. Nei casi migliori viene considerata ‘dormiente’, come se tutto e tutti fossero in letargo. Ma non è così: camosci, caprioli, cervi, stambecchi, lupo, volpe, aquila, rapaci vari, ghiandaia, pettirosso, cinciallegra…. Sono tutti attivi e vitali, impegnati a superare la stagione più dura e difficile. La presenza della neve e il Continua la lettura di Parco Alpi Marittime: sulle tracce del lupo, per scoprire colori e vitalità dell’inverno

Alpi, vedere la natura selvaggia nel cuore d’Europa. Val Germanasca

Ghigo106bisProseguiamo con un’altra destinazione affascinante la nostra ‘rassegna estiva’ dedicata alle Alpi, alla straordinaria natura selvaggia – un vero e proprio patrimonio dell’umanità – che attrae turisti a appassionati di wildlife da tutto il mondo. Già, perchè a noi che viviamo in un Paese racchiuso tra Alpi e mar Mediterraneo sembrano scontati, l’uno e l’altro. Così come monumenti e arte ultramillenaria. Invece non è scontato per nulla. Le Alpi, che abbiamo scelto come simbolo per una bella passeggiata estiva, sono un sogno, una meta da inseguire anche per una vita. In questa gallery vi presentiamo la Val Germanasca, 60 chilometri da Torino, un luogo ricco di storia (quella dura e splendida dei valdesi, quella delle miniere che da secoli garantiscono lavoro nella zona) e di natura davvero selvaggia. Ci si arriva lasciando a Villar Perosa la strada che conduce Sestriere, in Val Chisone: svolta a sinistra, qualche chilometro e ci si infila in un canyon, una stretta gola che porta fino a Prali (splendida la visita alle miniere di talco) e Ghigo di Prali. I percorsi – sempre ben curati e ben segnalati, spesso ‘facili’ anche se con dislivelli importanti – e le opportunità per esplorare la zona sono moltissime, sempre soddisfacenti e ricche di colori, vita, silenzio, serenità, gioia. Panorami fantastici e una quantità di fiori (qui la gallery) strabiliante. Non mancano, inoltre resti di caserme, postazioni di controllo (il confine con la Francia è a pochi passi), rifugi come lo splendido ‘Severino Bessone’ al Lago Verde. Non resta che programmare una visita, estate o inverno che sia!

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La piccola fauna e i colori delle Alpi nel Parco Orsiera Rocciavrè

Un altro spunto interessante, in questa calda estate segnata dalla crisi anche nella scelta dello svago e del riposo, per farsi ispirare giornate di gioia e relax immersi nella natura italiana: il Parco Orsiera Rocciavrè, destinazione splendida e selvaggia sulle alpi piemontesi, a cavallo tra le Valli Chisone, Sangone e Susa (per cui ci sono diverse possibilità di accesso, ben spiegate nel sito del Parco, che trovate qui), con grande varietà nelle opportunità a disposizione dell’escursionista/viaggiatore: dalle destinazioni a ‘portata di auto’, Continua la lettura di La piccola fauna e i colori delle Alpi nel Parco Orsiera Rocciavrè

Lauzanier, il vallone magico in cui regna la marmotta

Il Vallone di Lauzanier è tecnicamente in Francia, trecento metri dopo il confine al Colle della Maddalena, Provincia di Cuneo, pochi chilometri di strada (bellissima, panoramica, spettacolare per i motociclisti) da Argentera e da Pietraporzio, il paese in cui è nata la stella dello sci di fondo Stefania Belmondo (per la precisione, lei è cresciuta nella frazione Pontebernardo di Pietraporzio). E’ la valle della Stura di Demonte. Ci si arriva facilmente da Cuneo, dopo essere usciti dall’autostrada seguire le indicazioni per la Francia attraverso il Colle della Maddalena (attenzione! I valichi sono Continua la lettura di Lauzanier, il vallone magico in cui regna la marmotta

Grand Canyon, la storia di Hannah e il fascino maestoso dell’immensità

“Gli Stati Uniti hanno evitato il ‘fallimento’”. Nel 2013 la notizia era in cima a siti e tg del mondo. Tra l’altro, la notizia fece felici in particolare i naturalisti e coloro che amano la straordinaria varietà e ricchezza che la natura offre nel territorio definito dai confini americani. Sì, perchè tra le conseguenze del blocco automatico delle spese, c’era anche questa: la chiusura di parchi e luoghi turisticamente rilevanti (ad esempio la Statua della Libertà). L’importanza di questi luoghi per l’America è testimoniata dalla scelta effettuata dai governi locali nell’emergenza: tenerli aperti a proprie spese. Il tema è particolarmente interessante per noi italiani: alle prese con problemi di spesa pubblica, i Parchi, le aree protette e tutto quanto ha a che fare con la natura rischia quotidianamente tagli e problemi. Partiamo da questo per parlare del Grand Canyon, un monumento del mondo, non solo un patrimonio americano. Anch’esso venne ‘salvato’ dalla chiusura: 446 chilometri tra il Continua la lettura di Grand Canyon, la storia di Hannah e il fascino maestoso dell’immensità

Uluru-Ayers Rock, essenza d’Australia

Uluru è una magìa, non un luogo. Uluru è conosciuto anche come Ayers Rock, ma ormai la definizione inglese è diventata secondaria (dal 2002 anche ‘ufficialmente’). Uluru è quasi al centro dell’isola/continente Australia, a circa 450 chilometri da Ayers Rock nel Northern Territory, e ne racchiude gran parte del fascino: natura selvaggia, colori assoluti, mistero, misticismo, vita ancestrale. Uluru è un monolite, cioè un pezzo unico di pietra arenaria rossa. Anzi, per essere precisi, pur avendo un’altezza di 350 metri dal suolo, pur sprofondando nel terreno per 7 chilometri e pur avendo una circonferenza di 9 chilometri, si tratta soltanto di un piccolo pezzo di un unico immenso monolite che comprende l’altra formazione visibile nello stesso Parco Nazionale, le Kata Tjuta (significa

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Skara Brae, il geniale design del neolitico

 

Il design nordico è al top della moda e dell’eleganza, è noto. Meno noto il fatto che questa tradizione affondi le proprie radici nell’antichità: parliamo del neolitico, circa 3200 avanti Cristo, prima delle grandi Piramidi, non di qualche secolo fa… Ironia (ma non troppo) a parte: parliamo di Isole Orcadi, a nord del nord della Scozia. Siamo sull’isola principale

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