Natura, cultura e multimedia: il lupo e le mille scoperte al Parco delle Alpi Marittime

Stambecco100Primavera, tempo di gite e voglia di natura. E tempo di programmazione per le vacanze estive. Scopriamo quindi una destinazione spettacolare, ma più conosciuta e apprezzata – al momento – dai turisti stranieri (francesi e tedeschi su tutti) che dagli italiani: il Parco delle Alpi Marittime. Siamo in valle Gesso, nel sud-ovest del Piemonte, provincia di Cuneo, a un’ora e mezza da Torino e Genova. Zona di straordinario pregio botanico e faunistico, per le particolari condizioni climatiche e geomorfologiche (siamo a 40 chilometri dal mare, in linea d’aria: nelle giornate migliori, dalle vette si vede il Tirreno). Questa è stata per circa 80 anni (dal 1855 agli Anni ’30 del ‘900) la destinazione principale per le vacanze estive dei Savoia, del re, della sua famiglia e della sua corte: caccia e pesca le ragioni principali dei viaggi. E questo è stato un elemento fondamentale per preservarne l’ambiente, flora e fauna. Perché il re e i suoi sodali cacciavano, è vero: ma potevano farlo soltanto loro e questo ha permesso di preservare un territorio eccezionalmente ricco, anche di specie uniche o rare. La presenza dei Savoia produsse un altro effetto che oggi rende ‘migliore’ la vita dei turisti e degli escursionisti: vennero costruite vie di comunicazione per far transitare carrozze e cavalli, sentieri per gli appostamenti, casotti di caccia… La zona offre quindi la possibilità di scegliere tra passeggiate, escursioni, trekking anche di più giorni per godere di panorami mozzafiato, osservare stambecchi, camosci, marmotte, gipeti, grifoni, aquile… tanto per citare il ‘top’. Ma l’elenco potrebbe essere lunghissimo: i numeri ci parlano di 55 specie di mammiferi (su 90 presenti nel complesso delle Alpi) a partire dal re lupo e 200 specie di uccelli in uno spazio relativamente ristretto. E la flora di queste montagne (ne parleremo anche a proposito del Parco del Marguareis) è ancora più ricca, con specie tipiche alpine e mediterranee presenti negli stessi luoghi, a breve distanza: nell’intero arco alpino, soltanto le Alpi Giulie, all’estremo opposto, possono offrire la stessa eccezionale varietà. Oltre alle escursioni per ogni livello di allenamento, anche le semplici passeggiate, il Parco offre straordinarie possibilità di conoscenza e scoperta della natura e della cultura alpina.

Partiamo dalla ‘bandiera’, il gioiello unico: il Centro Uomini e Lupi. Si tratta di una doppia struttura che offre uno sguardo scevro dai preconcetti (sia negativi che positivi) sul principale predatore europeo, affascinante e misterioso. Qui, non a caso, ha sede anche il progetto Life Wolfalps, il più importante progetto europeo di studio e conservazione, finalizzato alla convivenza migliore possibile tra uomo, zootecnia e predatore, al quale partecipano Enti distribuiti su tutto l’arco alpino. Nel cuore di Entracque c’è il centro visita Uomini e Lupi, una struttura in cui, attraverso un allestimento multimediale davvero splendido, divertente, convolgente, chiaro e istruttivo si scoprono la storia e le leggende legate al lupo nei secoli e nei vari angoli del mondo, con un approfondimento specifico riguardo la sua presenza sulle Alpi e il ruolo del lupo nella vita del popolo di queste montagne e vallate.

Una delle sale nel Centro visita Uomini e Lupi a Entracque
Una delle sale nel Centro visita Uomini e Lupi a Entracque

Concluso questo percorso, è poi possibile recarsi al Centro faunistico Uomini e Lupi, appena prima del paese, per proseguire la conoscenza di questa specie e – infine – provare ad avvistarlo (dall’apposita torretta) all’interno del recinto di 8 ettari in cui vivono alcuni capi (salvati dopo incidenti o recuperati da cuccioli in seguito all’uccisione degli adulti del loro branco, non possono più essere liberati in natura).
Ma il Parco delle Alpi Marittime non è certo finito qui! A pochi chilometri, a Sant’Anna di Valdieri, l’Ecomuseo della Segale offre la possibilità di scoprire la civiltà alpina, gli usi, i costumi, le tradizioni, l’antica architettura (anche con la visita dei due nuclei di abitazioni restaurate e con i tetti di paglia di segale a Tetti Bariao e Tetti Bertola) attraverso un percorso semplice e pieno di fascino.
Poco più avanti nella valle principale, a Terme di Valdieri, è d’obbligo una visita alla Valderia: qui il percorso di visita offre la possibilità di vedere tutte insieme in uno spazio relativamente contenuto 500 specie vegetali, divise in 14 diversi ambienti rappresentativi delle Alpi Mirittime, senza (o prima di) andare a cercarle e scoprirle sui sentieri più impegnativi.
Finito? No. Ci sono ancora le grotte del Bandito, dove sono state rinvenute ossa dell’ursus spelaeus (l’antico orso delle caverne), c’è la Necropoli di Valdieri (età del bronzo/ferro), il centro principale della valle Gesso, e dall’area archeologica parte il sentiero che ci porta alla Riserva Rocca San Giovanni Saben dove viene protetta la colonia più settentrionale del ginepro fenicio.
Insomma, le ragioni per visitare il Parco delle Alpi Marittime non mancano. Non resta che programmare la gita, il weekend, la vacanza, breve o lunga, per godersi tanta bellezza.

 

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