Oasi Crava Morozzo, un paradiso naturale grazie al lavoro dell’uomo

Crava100bisLa Riserva naturale Oasi Crava Morozzo è una porzione di paradiso faunistico a portata di mano (e di portafoglio), nella quale immergersi in ogni momento dell’anno (nelle due gallery a fondo articolo: la prima raccoglie foto scattate in autunno, la seconda in inverno; potete notare quanto in inverno i colori del piumaggio siano più forti) per scoprire e conoscere da vicino quello che a molti (soprattutto bambini, ma non solo) potrà sembrare un miraggio da Paesi esotici. I 300 ettari della Riserva sono divisi tra i comuni di Rocca de’ Baldi frazione Crava, Morozzo e (piccolissima porzione) Mondovì. Siamo in Provincia di Cuneo, a un’ora e un quarto di auto da Torino, a un’ora e mezza da Genova, dieci minuti dall’uscita autostradale di Carrù sulla A6 Torino-Savona. Il luogo – che fa parte delle aree gestite dal Parco del Marguareis – è il risultato (perfetto) del connubio tra azione umana e della natura: negli Anni ’20 del ’900 vennero costruiti due bacini artificiali per la produzione di energia elettrica; evitato l’abbandono di quelle centrali e volendo tutelare l’ambiente e la fauna che nei decenni si erano venuti a creare, nel 1979 – prossimamene il racconto, con le parole dei protagonisti, di quell’impresa pionieristica – venne creata la prima Oasi Lipu. Proprio qui nacque insomma il bird watcing organizzato italiano. Un patrimonio che da allora è – GRATUITAMENTE – a disposizione di tutti e che tutti dovrebbero vedere e vivere con emozione (si organizzano anche attività per gruppi e visite guidate per le scuole). E’ una visita consigliabile a tutti, assolutamente tutti quanti abbiano minimamente a cuore l’ambiente. Meglio ancora se ci sono bambini: si innamoreranno della natura e scopriranno che esiste anche fuori dalla tv…
Raggiungere l’Oasi è semplicissimo, come detto: imboccare l’uscita Carrù sull’autostrada Torino-Savona e poi seguire le indicazioni dedicate (incredibile! e sono pure chiare!). C’è un ampio parcheggio a due passi dall’ingresso. Il sentiero – che percorre qualche decina di metri al fianco della strada e poi si addentra nel bosco, è comodo e facile, le indicazioni chiare. Basta seguirle e, passeggiando con gli occhi e le orecchie ben aperti anche in mezzo agli alberi, arriverete ai capanni su stagni e laghetti, dai quali (in silenzio: gli uccelli sono timorosi e attenti, si spostano rapidamente se spaventati) sarà possibile osservare – comodamente seduti e tranquilli – le migliaia di uccelli presenti: dai ‘grandi’ aironi ai cormorani e ai tarabusi, dal germano reale al tuffetto, dalle folaghe alle piccole e timorosissime gallinelle d’acqua… Il campionario è ricchissimo e comprende molte altre specie, non necessariamente acquatiche, che vivacizzano il bosco attorno a laghetti e stagni.
Ci sono un centro visitatori e una foresteria, ma ciascuno potrà muoversi a piacimento e senza rischi in questi spazi dedicati agli uccelli (e habitat perfetto per vari altri animali, ovviamente) immersi dalla campagna cuneese. La zona, inoltre, è ricchissima di offerte straordinarie dal punto di vista enogastronomico e culturale: insomma, uno spunto perfetto per un weekend anche in pieno inverno, quando il contrasto dei colori dei piumaggi con la neve candida offre una scenografia unica e straordinaria.

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