Parco Alpi Marittime: sulle tracce del lupo, per scoprire colori e vitalità dell’inverno

Ormea, uno dei due lupi ospiti del Centro faunistico a Casermette di Entracque, nel Parco delle Alpi Marittime
Ormea, uno dei due lupi ospiti del Centro faunistico a Casermette di Entracque, nel Parco delle Alpi Marittime

La natura in montagna dà spettacolo anche in inverno. E non soltanto per chi pratica lo sci. Facciamo due passi nel Parco delle Alpi Marittime e vediamo quante opportunità ci sono per trascorrere qualche giorno, anche molti, immersi nella natura selvaggia. Spesso, erroneamente, si considera quasi morta la natura alpina invernale. Nei casi migliori viene considerata ‘dormiente’, come se tutto e tutti fossero in letargo. Ma non è così: camosci, caprioli, cervi, stambecchi, lupo, volpe, aquila, rapaci vari, ghiandaia, pettirosso, cinciallegra…. Sono tutti attivi e vitali, impegnati a superare la stagione più dura e difficile. La presenza della neve e il ciclo biologico delle piante riducono le possibilità di trovare cibo e la ‘fame’ spinge la fauna selvatica a spostarsi a quote più basse o nei pressi dei centri abitati, favorendo i nostri avvistamenti. In inverno, poi, l’assenza quasi totale di fogliame e il forte contrasto con il bianco della neve ci permette avvistamenti faunistici relativamente più semplici. Il Parco delle Alpi Marittime, che comprende la valle Gesso, la destra orografica della valle Stura e l’area di Palanfrè in val Vermenagna, raggiungibile in mezzora da Cuneo, è uno dei luoghi migliori per godere uno spettacolo eccellente. La Valle Gesso, cuore del Parco, deve, almeno in parte, la sua fortuna al fatto di essere stata a lungo riserva di caccia dei Savoia. Questo, oltre a dare sollievo alla povera e durissima economia locale, ha permesso di conservare un habitat selvaggio ricchissimo e isolato da tutto per mesi, pressoché intatto, da Sant’Anna di Valdieri in poi. Ma la sua straordinaria ricchezza, può essere apprezzata anche in inverno, almeno nelle aree raggiungibili dall’uomo, ovvero fino a Entracque e Terme di Valdieri. Oltre, non si può andare: troppa neve e forte il rischio di valanghe in zona.
Centro visita (a Entracque) e Oasi faunistica del Centro Uomini e Lupi (a Casermette, poco prima di Entracque) offrono l’occasione per una visita al chiuso (e al caldo) qualora il maltempo non consentisse l’escursione: l’allestimento, la spiegazione della ricomparsa del lupo (naturale, frutto di una sua riconquista di territorio, e non risultato di reintroduzione umana) e della sua funzione, il racconto della storia e delle storie legate a questo animale nel mondo, sono davvero eccellenti, un caso non comune (purtroppo) nel panorama italiano. Ma appena il tempo lo consente possiamo incamminarci con le racchette su una delle varie strade chiuse al traffico nei pressi di Entracque (ad esempio) e non battute, in mezzo al bosco, per cercare tracce e orme dei vari animali che si aggirano sulla neve: capriolo, camoscio, volpe, ecc… Con poca fatica sarà possibile raggiungere i versanti su cui i camosci cercano un po’ di cibo, grattando con gli arti tra la neve o spogliando qualche cespuglio. O si potranno intravedere i caprioli, tra gli alberi, saltare in mezzo alla neve – sempre piuttosto abbondante da queste parti – nella quale affondano con le loro gambe sottili. Come sempre dobbiamo muoverci con rispetto e attenzione ‘a casa loro’, per non spaventare gli animali: una fuga precipitosa potrebbe far consumare energie fondamentali a superare il duro inverno. Nella gallery un ‘campionario’ di quanto possa offrire la valle Gesso in pieno inverno:


Da queste parti è (relativamente) facile anche osservare avifauna. Quegli uccelli che in estate ci sfuggono e che si nascondo facilmente tra frasche e rami, in inverno sono decisamente più abbordabili: ecco allora che la bellissima ghiandaia, dalla curiosa caratteristica di imitare il verso di altri uccelli per confondere predatori e concorrenti, si mostrerà in tutta la sua colorata bellezza; ecco la poiana e il suo ‘strillo’ che squarcia il silenzio della valle; ecco l’imponente e maestosa aquila; ecco le eleganti e fascinose cinciallegre…
Per i più sportivi, escursioni e osservazione naturalistica possono essere alternate a un giro sulla pista da fondo di Entracque, o un’uscita di sci alpinismo.

Ma il territorio del Parco offre anche la possibilità di alternare l’osservazione e l’immersione nella natura con molte attrazioni di grande valore culturale, storico, sociale ed enogastronomico: dall’Ecomuseo della segale alle testimonianze degli insediamento dell’età del bronzo (necropoli di Valdieri, appena sotto la parete di roccia che ospita la riserva speciale in cui potete osservare il ginepro fenicio, una delle chicche botaniche del Parco: una pianta mediterranea rigogliosa in ambiente alpino), dalle grotte del Bandito (dove sono stati ritrovati resti di ursus spelaeus, l’enorme orso primitivo che abitava queste valli durante le glaciazioni) ai murales di Vernante; e poi le feste e celebrazioni che ci ripropongono le antiche tradizioni ma anche i prodotti locali a carnevale, Natale, ecc…
Insomma, il Parco naturale delle Alpi Marittime è uno di quei gioielli naturalistici – ancora da valorizzare al massimo, soprattutto tra i turisti italiani – che il Piemonte presenta al mondo: insieme al Gran Paradiso, alla Val Grande, all’area del Monviso e al Parco del Marguareis compone un pokerissimo di gioielli naturalistici incastonati in una regione che offre molte altre chicche.

2 pensieri su “Parco Alpi Marittime: sulle tracce del lupo, per scoprire colori e vitalità dell’inverno”

    1. Vero! Questo Parco è veramente un gioiello di ‘natura selvaggia’ incastonato nel Piemonte, ricco anche di opportunità ‘educative’. Ne parleremo ancora, presto!

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