Pian della Mussa, fauna delle Alpi a due passi da Torino

MarmottaLa marmotta si sta risvegliando dal lungo letargo invernale in questi giorni: neve o no, deve riprodursi in tempo per consentire ai piccoli di ingrassare a sufficienza prima del prossimo inverno. Questo simpatico e bellissimo animaletto è uno dei più semplici da incontrare sulle nostre montagne, ovunque (alla giusta altitudine). In questo caso, però, parliamo del Pian della Mussa. In quell’area possiamo gustarci la natura nella sua espressione di forza totale, possiamo scattare foto splendide e incontrare vari animali selvatici tipici dell’ambiente alpino. Il tutto a 60 chilometri da Torino. Per assaporare la natura selvaggia, fauna e flora straordinarie, panorami mozzafiato, basta che apriamo bene occhi e orecchie, risvegliamo i sensi e la voglia di conoscere davvero il nostro territorio, l’Italia. E, in tempi difficili come quelli che stiamo vivendo, questa è un’opportunità da tenere molto in considerazione: a due passi da noi, vicino alle nostre città, ci sono spazi e luoghi bellissimi, anche fuori dai Parchi. Il Pian della Mussa è un pianoro che sorge al fondo della Val d’Ala, nelle Valli di Lanzo, a circa 1850 metri di altitudine nel comune di Balme: un posto comodo, persino troppo perché nei weekend estivi diventa affollato all’inversosimile. Ma questo spesso permette il primo approccio con la natura, permette di innamorarsi di essa e di far nascere la passione per le escursioni e le ‘scoperte’ più complicate dal punto di vista tecnico. E poi, per chi vuole misurarsi con impegni più severi, questa stagione è perfetta: la strada da Balme riapre a maggio, fino ad allora si sale a piedi (un’ora e mezza circa) scoprendo ulteriori sprazzi di natura. La meta finale (per gli scialpinisti, in questo periodo) può essere il Rifugio Gastaldi, davvero un luogo fantastico.

Al Pian della Mussa nasce la Stura di Lanzo e da lì, fin dagli Anni ’20 del ’900, arrivava l’acqua dell’acquedotto di Torino. Fin dall’antichità il Pian della Mussa è destinato al pascolo delle vacche che producono un ottimo latte, dal quale si produce la toma, un formaggio eccellente. Il luogo è scenograficamente splendido, comodissimo da raggiungere, ricco di servizi (non mancano agriturismi e la strada finisce esattamente all’ingresso del Rifugio Città di Ciriè).
Dal pianoro partono moltissimi sentieri, con grado di difficoltà molto vario, adatti ad ogni esigenza. Panorama e luogo sono eccellenti, ma camminando appena un po’ ci si immerge in pieno nella natura e si possono fare ‘incontri’ emozionanti. In zona si possono osservare gli animali tipici della fauna alpina, a partire appunto dalla buffa, tonda, morbida e splendida marmotta. La marmotta alpina vive sopra i 1500 metri di altitudine, ha un corpo tozzo, pesa circa 5 chili ed è lunga circa 70 centimetri, ha denti incisivi lunghi. Vive in famiglie, rifugiandosi in tane (varie: i sono le tane per il letargo, quelle ‘estive’, ci sono anche le tane da fuga) che hanno diverse entrate e vari cunicoli. Sono animali timorosi, che vivono costantemente in allarme, guardandosi dall’aquila (costituiscono la pare maggiore della sua dieta…), la volpe e i cani/lupi. Segnala tutti questi pericoli con fischi – chiunque sia andato in montagna li ha certamente sentiti –  che permettono al gruppo di mettersi al sicuro. La marmotta si nutre di erba, foglie, granaglie, fiori. Da ottobre ad aprile è in letargo, un sonno che vede tutto il gruppo stare compatto e vicino, per non correre il rischio dell’ipotermia: i maschi adulti stanno all’esterno e i più giovani e deboli nella parte più interna del gruppo. Le marmotte non sono difficili da vedere, anzi: ma è necessario non fare troppo rumore, non avvicinarsi in maniera eccessiva, muoversi lentamente e senza scatti. Insomma, le normali cautele e il rispetto da tenere verso ogni animale selvatico.
Ho incontrato questo splendido esemplare poco distante dal Pian della Mussa, proprio sul sentiero che sale verso il Rifugio Gastaldi, l’estate scorsa.

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