Sorgenti del Belbo: dove l’Alta Langa diventa regno delle orchidee

BelboSorgens107Riserva naturale delle Sorgenti del Belbo significa soprattutto orchidee selvatiche, 350 specie di fiori in generale, fauna, natura incontaminata e luoghi ricchi di storie. Questa riserva gestita dal Parco naturale del Marguareis è un’altra chicca non abbastanza conosciuta del patrimonio naturale italiano che vale la pena visitare e scoprire con calma. Intanto, si trova al culmine dell’Alta Langa, l’estremità sud della terra oggetto dei romanzi di Cesare Pavese – che poco più a valle della Riserva, a Santo Stefano Belbo, nacque – e Beppe Fenoglio: fu terra di grande povertà, è ancora terra dura, luogo di fatica ma anche di natura selvaggia e affascinante, uno scrigno di biodiversità. Per immergersi al meglio in questo clima, in questa cultura, in queste tradizioni un giro sul sito Alta Langa, ultima frontiera è utilissimo e davvero interessante.

Siamo a Montezemolo, provincia di Cuneo, a pochi chilometri dalla Liguria, a un quarto d’ora dal casello autostradale di Ceva-Montezemolo sulla Torino-Savona. Qui, nella frazione Tetti, sorge il centro visita della Riserva. Ma è possibile iniziare la propria escursione da vari altri punti della Riserva (ecco la cartina).
La Riserva si estende per 422 ettari (insistendo anche sui territori dei comuni di Saliceto e Camerana), dai 650 agli 800 metri di altitudine. Venne istituita nel 1993 per preservare e tutelare l’unico ambiente umido dell’Alta Langa che, proprio per le sue caratteristiche (altitudine, umidità, vicinanza al mare), vanta e ci offre una straordinaria ricchezza soprattutto botanica. Sono infatti 350 le specie floreali censite. L’assoluta eccellenza è rappresentata dalle orchidee selvatiche: 22 specie, fioriscono in maniera spettacolare tra maggio e giugno. Ma tutta la primavera offre una ricchezza floreale di primo livello: nella gallery al fondo di questo articolo potete ammirare qualche colorato esempio di fioriture precoci. E poi c’è la ricchezza del bosco: in gran parte castagno ceduo, quindi pino silvestre e roverella, ma anche ciliegio selvatico, ontano…
Interessante anche la fauna: dai cinghiali ai caprioli, dal ramarro (splendido nel suo verde smeraldo con parti azzurre) al tasso, alle numerose specie di uccelli che si godono tanto ben di dio botanico.
La rete sentieristica è ricca e comoda, adatta a passeggiate (facili) a piedi, in mountain bike e a cavallo. Ci sono varie possibili aree di sosta, anche con tavolini e fontanelle. Insomma, una destinazione perfetta per weekend (anche con bambini) o gite brevi. Un luogo da scoprire osservando con calma quello che ci sta attorno e magari leggendo qualche passo di un libro di Pavese o Fenoglio, che in questo scenario trovano la loro ambientazione naturale.

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