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Buco di Viso, ecco dove e perchè nel 1480 si scavò il primo tunnel delle Alpi

Al cospetto del Re di Pietra, il Monviso, è stato riaperto nell’autunno 2014, dopo un’estate di lavori per il recupero dell’opera, il Buco di Viso, ovvero il primo tunnel realizzato nelle Alpi 534 anni fa, nel 1480 dal Marchese di Saluzzo, Ludovico II, dopo che il Parlamento di Grenoble – ascoltati in segreto vari testimoni – e il Re di Francia, Luigi XI, si furono convinti dell’utilità dell’opera. Quando con picconi e scalpelli – la polvere pirica non era ancora utilizzata nelle miniere ma soltanto per sparare– gli uomini scavarono questo tunnel di un centinaio di metri lavorando su due fronti, l’Europa e Cristoforo Colombo non avevano ancora scoperto l’America (avvenne soltanto 12 anni dopo), il genio Leonardo da Vinci aveva da poco ricevuto il primo incarico pubblico, Galileo Galilei – il padre della scienza moderna – non era ancora nato. Ma perché sul finire del Medioevo un piccolo Stato come il Marchesato Continua la lettura di Buco di Viso, ecco dove e perchè nel 1480 si scavò il primo tunnel delle Alpi

Pian della Mussa, fauna delle Alpi a due passi da Torino

MarmottaLa marmotta si sta risvegliando dal lungo letargo invernale in questi giorni: neve o no, deve riprodursi in tempo per consentire ai piccoli di ingrassare a sufficienza prima del prossimo inverno. Questo simpatico e bellissimo animaletto è uno dei più semplici da incontrare sulle nostre montagne, ovunque (alla giusta altitudine). In questo caso, però, parliamo del Pian della Mussa. In quell’area possiamo gustarci la natura nella sua espressione di forza totale, possiamo scattare foto splendide e incontrare vari animali selvatici tipici dell’ambiente alpino. Il tutto a 60 chilometri da Torino. Per assaporare la natura selvaggia, fauna e flora straordinarie, panorami mozzafiato, basta che apriamo bene occhi e orecchie, risvegliamo i sensi e la voglia di conoscere davvero il nostro territorio, l’Italia. E, in tempi difficili come quelli che stiamo vivendo, questa è un’opportunità da tenere molto in considerazione: a due passi da Continua la lettura di Pian della Mussa, fauna delle Alpi a due passi da Torino

Oasi Crava Morozzo, un paradiso naturale grazie al lavoro dell’uomo

Crava100bisLa Riserva naturale Oasi Crava Morozzo è una porzione di paradiso faunistico a portata di mano (e di portafoglio), nella quale immergersi in ogni momento dell’anno (nelle due gallery a fondo articolo: la prima raccoglie foto scattate in autunno, la seconda in inverno; potete notare quanto in inverno i colori del piumaggio siano più forti) per scoprire e conoscere da vicino quello che a molti (soprattutto bambini, ma non solo) potrà sembrare un miraggio da Paesi esotici. I 300 ettari della Riserva sono divisi tra i comuni di Rocca de’ Baldi frazione Crava, Morozzo e (piccolissima porzione) Mondovì. Siamo in Provincia di Cuneo, a un’ora e un quarto di auto da Torino, a un’ora e mezza da Genova, dieci minuti dall’uscita Continua la lettura di Oasi Crava Morozzo, un paradiso naturale grazie al lavoro dell’uomo

Alpi, vedere la natura selvaggia nel cuore d’Europa. Val Germanasca

Ghigo106bisProseguiamo con un’altra destinazione affascinante la nostra ‘rassegna estiva’ dedicata alle Alpi, alla straordinaria natura selvaggia – un vero e proprio patrimonio dell’umanità – che attrae turisti a appassionati di wildlife da tutto il mondo. Già, perchè a noi che viviamo in un Paese racchiuso tra Alpi e mar Mediterraneo sembrano scontati, l’uno e l’altro. Così come monumenti e arte ultramillenaria. Invece non è scontato per nulla. Le Alpi, che abbiamo scelto come simbolo per una bella passeggiata estiva, sono un sogno, una meta da inseguire anche per una vita. In questa gallery vi presentiamo la Val Germanasca, 60 chilometri da Torino, un luogo ricco di storia (quella dura e splendida dei valdesi, quella delle miniere che da secoli garantiscono lavoro nella zona) e di natura davvero selvaggia. Ci si arriva lasciando a Villar Perosa la strada che conduce Sestriere, in Val Chisone: svolta a sinistra, qualche chilometro e ci si infila in un canyon, una stretta gola che porta fino a Prali (splendida la visita alle miniere di talco) e Ghigo di Prali. I percorsi – sempre ben curati e ben segnalati, spesso ‘facili’ anche se con dislivelli importanti – e le opportunità per esplorare la zona sono moltissime, sempre soddisfacenti e ricche di colori, vita, silenzio, serenità, gioia. Panorami fantastici e una quantità di fiori (qui la gallery) strabiliante. Non mancano, inoltre resti di caserme, postazioni di controllo (il confine con la Francia è a pochi passi), rifugi come lo splendido ‘Severino Bessone’ al Lago Verde. Non resta che programmare una visita, estate o inverno che sia!

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